L’Associazione Gioberti: Luogo di libertà.

L’Associazione Vincenzo Gioberti si concepisce come un luogo di libertà. L’impegno dei suoi membri è radicato in una intuizione antica: la convinzione che le comunità crescono in maniera organica dal basso verso l’alto, dal piccolo al grande; che non si può vivere bene in un mondo globalizzato senza avere un nucleo di relazioni e dei luoghi che si riconoscono come sedi dell’intimità e della verità di sé, cioè una famiglia e una casa, o senza avere un punto di contatto con i saperi, lo stile di vita e le vicende dei propri antenati – cioè una patria.

 

L’Associazione Vincenzo Gioberti nasce dalla percezione che questi presidi fondamentali di civiltà, che danno forma alla vita e caratterizzano profondamente l’identità degli Italiani, sono minacciati. Il pericolo a cui sono esposti è costituito da una combinazione letale: quella tra l’indifferenza, che rende inerti le coscienze, e l’erosione culturale operata dagli esponenti del pensiero unico, ovvero coloro che vorrebbero svincolare le persone da qualsiasi nucleo di valore e renderle più docili a poteri ‘alternativi’ come l’individualismo, il denaro, le ideologie dominanti (siano esse gender o green). Se non conosco personalmente i miei vicini, se non frequento il mio quartiere o il mio paese, sarò meno interessato a proteggere quegli spazi dalla sporcizia, dal degrado o dalla piccola criminalità. Se non ho familiarità con il territorio in cui vivo, se non ricordo che le montagne dietro casa sono state rese ospitali all’uomo – sono state civilizzate – dall’opera infaticabile di monaci e malghesi, di agricoltori e artigiani, forse mi darà meno fastidio vederle spopolate o esposte alla speculazione edilizia e turistica. Se non ho nessuno riguardo per il sacro e per la presenza pubblica di chi lo custodisce, non potrò sorprendermi che la cronaca riporti un numero crescente di aggressioni alla dignità di chi è più esposto alla violenza, come anziani, donne o minori. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi, ma la logica non cambierebbe: se non conosco, non amo; se non amo, non ho nessuno stimolo a difendere – in questo caso, a difendere le libertà che sono insite nell’avere una famiglia, una casa e una patria, e tutto il bene che racchiudono: la libertà di essere e sentirsi sicuri; la libertà di disporre del proprio tempo, dei propri beni e dei propri talenti per servire le comunità in cui si vive; la libertà di affermare delle verità scomode; la libertà di comunicare agli altri la bellezza di cui facciamo esperienza.

Chiesa parrocchiale di San Giorgio in Bagolino (BS).

 

L’Associazione Vincenzo Gioberti resiste e vuole proporre un’alternativa robusta a questa logica di spreco. Perché non è giusto lamentarsi che il nostro paese declina culturalmente e politicamente, se non ci si impegna a valorizzarne la grandezza, che è visibile soprattutto nel piccolo – negli scorci di paesaggio, nelle eccellenze produttive, nei capolavori artistici nascosti, nella presenza capillare delle associazioni. Allo stesso modo, non è giusto denunciare la disattenzione della politica se non si ricorda che c’è un popolo, il popolo delle piccole patrie, che desidera far sentire la propria voce e tornare protagonista attivo nelle vicende del Paese, proprio a partire dai territori. Per questo, l’Associazione si adopera a promuovere occasioni di studio e di conversazione pubblica, perché si risvegli quella dedizione che fino ad oggi ha conservato le tradizioni, le culture e la civiltà delle genti d’Italia.  

 

Abbiamo deciso di intraprendere questa opera a partire dalla Valle Sabbia, la nostra valle prealpina incuneata tra il Lago di Garda e il Lago d’Idro, patria di fabbri, stampatori, intagliatori e studiosi di prim’ordine, e dalla Lombardia, la grande regione geografica e politica a cui questa valle naturalmente appartiene, perché «è casa il luogo da cui si parte», come scriveva il poeta Thomas Eliot. Ed è proprio una casa che vorremmo costruire: un avamposto, cioè una piccola postazione culturale da cui partire all’esplorazione; allo stesso tempo, un luogo sicuro e familiare per chi condivide la nostra visione, perché possa esprimersi senza temere il giudizio o la censura di chi non conosce, non ama e non ha interesse a difendere i valori e le libertà che tanto ci stanno a cuore.

 

Lo faremo con iniziative concrete, pubblicizzate attraverso questo sito. Converseremo con illustri accademici attraverso un ciclo di conferenze organizzato con la Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia; accompagneremo gli amici di +Valli TV alla scoperta dei tesori della Valle Sabbia; programmeremo e sogneremo ben oltre l’orizzonte di questo primo anno sociale. Ci dedicheremo a questi e altri progetti con i nostri interlocutori, se avranno la pazienza di ascoltarci e il desiderio di unirsi ai nostri sforzi; lo faremo, in ogni caso, per la nostra gente, sentendoci liberi di testimoniare la nostra identità, fieri di chi siamo e convinti che ciò che ha valore dura.  

 

Brescia, 27 Ottobre 2023

Alberto Garzoni

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