Generali e compassi

Gentili Soci,

L’intervista al dott. Rossi, Segretario generale dell’Associazione Gioberti, e a me, apparsa nella puntata di Report di domenica 18 gennaio, avrà forse spiazzato qualcuno. Quale è la sua relazione con i pensieri che condivisi, dalle colonne del Giornale di Brescia, nell’aprile scorso? Chi avesse la pazienza di guardare alle sfumature—un esercizio ormai raro—si accorgerebbe che le due posizioni non sono affatto incompatibili.  

Quando salutavo l’ingresso dell’onorevole Vannacci tra le fila della Lega, definendolo un evento coerente con la storia di quel movimento e promettente per il futuro del conservatorismo italiano, svolgevo una considerazione di tipo politico. In larga misura, ritengo quell’analisi ancora valida: il Generale Vannacci continua ad avere un ruolo indiscutibile nell’indirizzare il dibattito pubblico su temi come l’immigrazione e la tutela della nostra identità. In questo senso, gli eventi dello scorso anno in cui il Generale è stato nostro ospite testimoniano una sintonia stabile nell’ordine delle idee.  

Allo stesso tempo, quegli eventi ci hanno avvertiti di un fatto etico ugualmente rilevante: nell’entourage del Generale, entro e oltre i confini della nostra provincia, circolavano dei personaggi inquietanti e afferenti alla massoneria: alcuni di questi in maniera inconfutabile, e provata tanto dalla cronaca quanto dalla magistratura; altri che si presentavano da sé come massoni. L’Associazione Gioberti, però, è un’associazione cattolica; come tale, non intende avere niente a che vedere con altre organizzazioni, più o meno strutturate, che si richiamino alla massoneria—una ideologia che ha fatto tanto male alla vita civile e culturale degli Italiani.   

È su questo che abbiamo sentito il dovere di rispondere alle domande di Report, in uno spirito di servizio pubblico. Non per rinnegare la collaborazione con Roberto Vannacci, con un voltafaccia che contravverrebbe sia alla sincerità con cui ci sforziamo di operare sia all’atteggiamento cordiale e disponibile con cui, in ogni circostanza, il Generale Vannacci si è comportato nei nostri confronti; ma per rimarcare la nostra distanza da quei personaggi che proprio Report, da ultimo, ha caratterizzato come massoni. Concretamente, questo ha significato prendere le distanze dal Generale quando si è presentato sul territorio in compagnia di personaggi quali il sedicente massone quale Gianfranco Chiari, e in assenza di esponenti locali della Lega o del movimento ‘Il Mondo al Contrario’—i due interlocutori politici principali del Generale, almeno in teoria.  

In queste occasioni, il piccolo corteggio di persone che si è presentato insieme a Vannacci faceva riferimento ad una rete inquietante di relazioni che parte dalla cosiddetta Confraternita di Santa Giovanna d’Arco, filiazione dell’Ordo Oecumenicus Orthodoxus Hierosolymitanus, ordine equestre di dubbio statuto riconosciuto dalla Chiesa Ortodossa Italiana. L’ordine ha avuto come “Gran Mestro” Antonio Parisi, che dal 2020 è patriarca della Chiesa Ortodossa Italiana autocefala Antica Orientale. Nel 1984, Parisi, insieme a Gustavo Selva, rifondò in Italia l’Unione Paneuropea, l’associazione nata nel 1922 dal progetto del conte Kalergi. In un articolo pubblicato su Consul press il 18 novembre 2022, tra i membri dell’Ordo Oecumenicus viene annoverato anche Giuliano di Bernardo, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e fondatore, nel 1993, della Gran Loggia Regolare d’Italia.  

Auspico che il Generale stesso voglia esprimersi contro le infiltrazioni massoniche in modo più forte di quanto abbia fatto a Natale, quando ha affermato che avere conoscenze tra i massoni è come averne tra membri della società micologica: di norma, gli scienziati non sono gente di malaffare; i funghi sono di gran lunga meno tossici della secolarizzazione, della corruzione e della violenza bombarola associate alla storia della massoneria italiana. Se guarderanno l’intervista con questo spirito e con il rigore necessario, l’onorevole Vannacci e i suoi simpatizzanti onesti troveranno che l’Associazione Gioberti, rispondendo a Report sul comportamento di certi personaggi della Vannacci-sfera, ha reso un servizio al loro onore e alla loro compatibilità con la destra divina di pasoliniana memoria. Troveranno anche che l’Associazione Gioberti resta pronta a dialogare, ma non a scapito della Verità che esiste per testimoniare. 

Alberto Garzoni

Presidente dell’Associazione culturale

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