Comunicato stampa sulle lezioni di Peter Thiel.

Peter Thiel. Fonte: Forbes

È tipico delle epoche di smarrimento che alcuni nuclei di idee resistano agli auspici di chi le ritiene spettrali, e spera di vederle sparire una volta per tutte; e che riappaiano in una veste rinnovata. È questo il caso del neoguelfismo, che torna a calcare le scene d’Italia in abito scuro—o talare.

L’Associazione culturale Vincenzo Gioberti ha accolto la proposta di organizzare una serie di quattro lezioni con il “cuore di tenebra della Silicon Valley”, com’è stato recentemente definito il dott. Peter Thiel. Dal 2023, la nostra Associazione promuove ricerche e incontri fondati sulla grande tradizione del pensiero classico e cristiano. Si tratta di un patrimonio che riteniamo fondamentale per fronteggiare la crisi nella quale è avvolto l’Occidente contemporaneo. È in questo spirito che l’Associazione Gioberti non poteva sottrarsi all’appello ricevuto. Ugualmente, siccome “nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo al vestito vecchio” e “nessuno mette il vino nuovo in otri vecchie” (Lc, 5, 36-37), la scelta del gradito Ospite non poteva che cadere sulla nostra Associazione. Pensiamo, infatti, che nel panorama conservatore italiano l’Associazione Gioberti rappresenti un’alternativa autentica e capace, proprio per la forza della sua visione, di comprendere e valorizzare la proposta intellettuale di Peter Thiel.

Nel formulare le sue iniziative, la nostra Associazione si rifà alle idee e alle esperienze di uomini e donne straordinari che, nel corso dei secoli, hanno edificato e sostenuto l’ordine morale e culturale dell’Occidente. Lo fa con uno spirito critico e di resistenza nei confronti della modernità e di quelle sue forme politiche - prima tra tutte, lo Stato - che sono ritenute ineludibili, ma che tradiscono una inadeguatezza crescente.

Con ogni probabilità, questa sensibilità storica e filosofica ispirerà i signori del Great Stereopticon e una certa, supposta ‘intellighenzia’ ad apostrofarci come reazionari o entusiasti di un Ancien Régime ormai sepolto dalla storia. Poco ci importa; abbiamo appreso dalla riflessione di Irving Babbitt che le ideologie ‘di moda’ sono incapaci di restituire qualsiasi verità sulla condizione umana, e ci sentiamo in dovere di preferire la saggezza tradizionale a quella falsa e fuorviante del nostro tempo.

Ci interessa, piuttosto, soffermarci sui nostri riferimenti ideali positivi - per chi avrà la pazienza di ascoltare senza limitarsi al solito, stucchevole binomio per cui è nero tutto ciò che non è arcobaleno. Per Giuseppe Galasso, la fine delle ideologie in Europa ha coinciso con la fine delle idee; in particolare, l’abbandono dello storicismo ha coinciso con l’abbandono di uno studio della Storia che potesse - crocianamente - dare risposta ai problemi del presente. Per questo, ripartendo dalla tradizione occidentale e dalla filosofia del Croce, la nostra Associazione indaga anche esperienze e modelli politici premoderni, che siano quelli dei Comuni lombardi, della Repubblica Serenissima o dell’Impero degli Asburgo, perché riconosce la profonda verità evangelica che “il vecchio è migliore” (Lc, 5, 39).

Il vecchio, in particolare, non consiste in inutili e puerili nostalgie per un passato che non tornerà più, in un culto delle ceneri in cui sembra assopito il mondo conservatore europeo - e che tanto ha da condividere con i nostalgici del Ventennio, della Democrazia Cristiana o del Sessantotto. Bisogna, piuttosto, guardare al futuro partendo dalla posizione privilegiata di chi conosce il passato e ha il rigore di discernere che cosa vada conservato, senza illusioni. Solo ciò che salva deve rientrare in questa opera faticosa, per ricordare Bernanos. È questa l’unica condizione favorevole e praticabile per svolgere un esame critico della modernità e dei suoi miti.

Si prenda come esempio una delle posizioni più discusse e avversate di Peter Thiel - quella per cui “democrazia e libertà non sono più compatibili”. Una simile affermazione, all’apparenza sconvolgente, porta con sé una verità da considerare senza pregiudizi. Innanzitutto, tale formula si inserisce in una lunga tradizione di riflessione politica che, passando per giganti del pensiero come Alexis de Tocqueville, arriva fino alla Grecia classica. A un livello più ordinario, si accorgono della sua legittimità molti protagonisti della vita pubblica italiana ed europea: i sindaci dei piccoli comuni, che vedono le proprie legittime richieste schiacciate ogni giorno dal peso di aree più ricche e popolose; i presidenti delle comunità montane o di altri enti sovraccomunali, che governano le istituzioni loro affidate infischiandosene del principio democratico, assegnando ad ogni comune un voto, a prescindere da ridicole logiche di ponderazione; i giovani, privati di un futuro dal regime partitocratico, che dai centri del potere si irradia fino alle esangui sezioni locali, e che impegna i ‘rappresentanti’ del popolo nella sopravvivenza elettorale e in pratiche politiche stantie; lo avvertono con forza quelle comunità, così numerose nel nostro Continente, che subiscono l’avanzata minacciosa della sharia islamica, che ha proprio nel meccanismo democratico uno dei mezzi propulsori della sua avanzata.

Tutto questo, nelle sue premesse quanto nella capillarità del suo svolgimento concreto, era noto ai grandi pensatori classici, da Platone ad Aristotele, da Cicerone a Polibio, e al pensiero cristiano che si nutrì della loro dottrina: le forme di governo non possono che essere dei mezzi, mai dei fini; presto o tardi, tutte vanno incontro alla decadenza. Esaminare serenamente un tema così rilevante, tra i molti che si potrebbero sollevare, è cruciale; e lo è proprio perché una trasformazione del regime in cui ci troviamo a vivere sembra sempre più imminente.  

L’oggetto delle lezioni di Peter Thiel sarà l’Anticristo - un altro tema dimenticato, descritto in caricatura, e drammaticamente importante, sia per il suo richiamo simbolico che per le sue potenzialità esplicative. Occuparsene non è un vezzo tardomedievale; è, piuttosto, un bagno di realtà, il riconoscere che nel nostro presente operano incessantemente delle forze, più o meno occulte, impegnate a distruggere ciò che resta dell’Occidente a noi caro, e a porre un’ipoteca sul destino del genere umano e sulla sua dignità. 

Peter Thiel ha il coraggio e la libertà intellettuale di denunciare questo pericolo, in faccia a parrucconi e giornali che si ostinano a voler versare vino nuovo in vecchie botti ermeneutiche, ormai buone solo per il fuoco - il fuoco della Tradizione che arde in noi. Per Thiel, guardarsi dall’Anticristo significa, innanzitutto, diffidare da chi grida che la fine è vicina per proporre la creazione di un nuovo ordine fondato su un messianismo utopistico e su ricette già logore. Bisogna rifuggire da soluzioni che implichino Stati sempre più grandi, potenti, insensibili alle necessità delle comunità; soprattutto, bisogna guardarsi dall’aspirazione a un governo mondiale che, dietro la promessa di sicurezza e progresso, limiterebbe le nostre libertà e il reale avanzamento della tecnologia e della scienza.

L’Associazione Gioberti osa raccogliere questi stimoli per riaffermare i principi tradizionali che la guidano: la sussidiarietà radicale come fondamento di ogni comunità politica, il ruolo primario dei corpi intermedi, l’identità cristiana dell’Europa come prerequisito per una crescita dei suoi popoli e l’integrazione autentica nella sua civiltà. In breve: bisogna costruire, a partire dalle lezioni del passato, un nuovo sistema che possa essere la base per una politica rinnovata, viva e capace di rispondere alle sfide della contemporaneità. Anche per questo bisogna rivolgersi a quei modelli che per secoli hanno funzionato nel promuovere uno sviluppo integrale dell'ordine sociale. Un nuovo feudalesimo, per quanto possa apparire a prima vista una provocazione, potrebbe davvero essere una delle vie d'uscita dalla dissoluzione contemporanea.

Il privilegio che ci è stato concesso è grande, e la nostra riconoscenza immensa. L’Associazione culturale Vincenzo Gioberti considera un onore speciale e un dono della Provvidenza poter ospitare nella Città Eterna uno dei pensatori più originali del nostro tempo. Di questo renderà grazie a Dio con una Messa celebrata secondo quel rito che, negli ultimi decenni, è stato osteggiato e vilipeso, anche nelle più alte sfere. Se l’odio per le cose sacre è certamente il segno più chiaro dell’azione dell’Anticristo, Peter Thiel ci ricorda che, proprio come nell’affresco di Luca Signorelli, chi si erge ad argine di presunte forze oscure, provenienti dagli inferi, potrebbe in realtà nascondere la propria vera natura dietro all’apparenza di salvifico katechon. Di tutto ciò, il Consiglio Direttivo sarà lieto di discutere con chiunque vorrà a partire da giovedì 19 marzo 2026.

Dato in Brescia, 11 marzo 2026.

Il Consiglio Direttivo

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