Intelligenza artificiale e cristianesimo sono compatibili?
Di Roberto Siconolfi
Molti ritengono che l'intelligenza artificiale sia incompatibile con il cristianesimo, ma un'analisi filosofica e teologica mostra come non vi è alcuna scissione tra forze spirituali e materia organica e inorganica.
Al netto di concezioni panteiste, possiamo dire che anche la tecnica e la tecnologia sono frutto dell’azione di Dio, quando sono volte alla costruzione di realtà prospere, allo sviluppo, alla sicurezza e al saggio governo dei popoli.
Su queste basi, è possibile concepire anche una vera integrazione uomo/macchina, che eviti da un lato che l’uomo diventi dipendente dalla macchina o vi soccomba, dall’altro che utilizzi la macchina per fini auto-potenzianti che sconfinano nella hybris.
Il fulcro di questa integrazione non può che essere quel seme divino presente in ogni uomo e che avvicina l’uomo a Dio: l’anima immortale.
Più che tanti codici etici, disciplinatori e comitati di controllo vari, la vera chiave di volta per un’integrazione armonica tra uomo e IA sta nel riscoprire la dimensione trascendente, che è costitutiva della specie umana e della sua stessa capacità tecnologica.
Rex cogitans e rex estensa secondo la filosofia di Cartesio, descritte in una illustrazione francese del 1729.
Intelligenza artificiale e spiritualità, oltre il dualismo
Siamo portati a credere che esista un dualismo tra le forze dello spirito e quelle della materia, e che quindi ciò che è spirituale è incompatibile, se non contrario, a ciò che è materiale.
A questo errore di prospettiva hanno contribuito certe filosofie moderne, che hanno distinto la res cogitans (compresa la psiche intesa come anima) dalla res extensa (corpo, materia), e ciò che sta sopra (il cielo stellato) da ciò che dimora nell’interiorità dell’uomo (la legge morale).
Ma a questo errore hanno contribuito anche talune interpretazioni religiose che vedono la lontananza di Dio e della sua azione e, più in generale, delle forze cosmiche (comprese quelle del male), dai fatti della terra e dell'uomo stesso.
Le ideologie hanno fatto il resto, o negando l’esistenza di Dio, e delle forze cosmiche più in generale (comprese e soprattutto quelle del male), o addirittura immanentizzando e sostituendo le forze divine, invertendone il senso (è il caso del marxismo e dei suoi inferni terrestri lastricati da buone intenzioni).
Con l’avanzamento tecnologico, e di creazioni così disruptive, come l’intelligenza artificiale, queste dispute sui massimi sistemi si ripropongono in maniera urgente, e sta a noi affrontarle senza pregiudiziali.
L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie come nuova materia
Se nell’antichità la realtà era composta di soli elementi naturali (terra, piante, animali, montagne, fiumi, mari, ecc.), con l’era industriale e quella elettrica poi, nuovi elementi non organici diventano parte integrante della realtà (la macchina industriale, l'illuminazione, il telefono, la radio, la TV, ecc.).
Ora le nuove tecnologie, il digitale, il silicio, i chip, le cablature, e quindi l’IA, costituiscono un ulteriore passo in avanti, un gradino in più nella scala della materializzazione inorganica della terra.
Le nuove tecnologie come nuova materia, che è sia solida (il silicio, i semiconduttori, le cablature, ecc.), sia sottile (il digitale, l’infosfera, il cyberspazio, l’IA, ecc.). Ma questo nuovo gradino aumenta anche il livello di ibridazione tra la componente inorganica e quella umana.
Se, come direbbe il filosofo postumanista Roberto Marchesini, la tecnosfera è quella cerniera di congiunzione tra l'antroposfera e la biosfera [1], con le nuove tecnologie, Internet e, ancor di più, con l’intelligenza artificiale questa cerniera si assottiglia.
E dunque la mente si connette al dispositivo, mente si connette a mente, mente si connette al mondo.
Ma quello che manca a Marchesini, come a buona parte dei filosofi e intellettuali del Villaggio Globale o dell’integrazione uomo/macchina, è l’accesso alla dimensione della trascendenza.
Venezia, Basilica di San Marco, Cupola della Creazione, L’Infusione dell’Anima in Adamo.
L’IA è un progetto della mente divina
L’era elettrica, come direbbe McLuhan, realizza un “campo unificato”, attraverso strumenti come la radio e la TV: una ritribalizzazione del mondo che esce dalla fase scritta del libro, per tornare a quella orale, ma ad un nuovo livello [2] .
Meglio ancora Internet e i social network realizzano questa unificazione, unendo le menti, e la famosa “Noosfera” di Teilhard de Chardin [3] diventa l’"Infosfera" di Luciano Floridi [4].
L’intelligenza artificiale ha addirittura la pretesa di estendere la mente, espandere la mente e riflettere la mente, il tutto all'ennesima potenza data la possibilità stocastica del suo funzionamento, e la possibilità di giungere a zone le più ignote della cognitività umana [5].
Bene, tutti questi processi hanno una caratteristica: costituiscono la riproposizione in scala umana e tecnica delle meccaniche cosmiche.
Forse la realtà è già un tutt’uno unificato, le menti sono già connesse, e la mente ha già un potenziale infinito?
La molteplicità ha un suo legame con l’unità, non c’è separazione. A ricordarcelo è la tecnica, donata da Dio a imitazione delle leggi della natura, come solevano dire i benedettini.
Quello stesso Dio che è principio di ultima istanza, quell’unità dalla quale si dipana la molteplicità e il creato.
Come integrare l’intelligenza artificiale con l’anima umana
L’uomo non è un ente tra tanti nella natura come recita il postumanesimo femminista, ma non è nemmeno un ente staccato dal creato, che può evolversi a suo piacimento, come nel transumanesimo super-omistico.
L’uomo come diretta emanazione di Dio, del centro cosmico originario!
L’uomo come possessore di una piccola parte di Dio: l’anima immortale!
L’uomo come congiunzione tra Dio e natura, la materia, e che fa uso della tecnica e delle tecnologie nella realizzazione di questa congiunzione, che in quanto tale è sacra.
Nella mistica di Meister Eckhart, ripresa anche da Benedetto XVI seppur con delle divergenze, si ribadisce l’unità, non la separazione, tra Dio e il creato.
L'uomo è dotato di un'anima immortale, nel cui fondo è presente il Grund, il fondamento divino da cui deriva ogni essere [6].
Ma che rapporto esiste tra anima e intelligenza artificiale?
Traslando questo equilibrato rapporto uomo/Dio nell’ambito dell’IA, possiamo dire che è l’anima immortale il centro dal quale si configura l’integrazione uomo/macchina, e che dirige, plasma e partecipa alla creazione dell’ordine divino e celeste sulla terra, anche attraverso le tecnologie.
Un dibattito sui possibili rischi del progresso tecnologico, oggi, non può non tenere conto del recupero di tale dimensione.
Intelligenza artificiale e anima immortale, il nuovo ibrido
In ultima analisi, più che riferirsi a tanti codici etici, disciplinatori e di controllo, e a tutte le possibili derive burocratico-centraliste, se non totalitarie, che già conosciamo, una equilibrata integrazione uomo/macchina può procedere solo dal recupero della dimensione trascendente.
E, anche in questo caso, a ricordarcelo è proprio la tecnica, provocatrice di senso e “disvelatrice di essenza” di heideggeriana memoria.
Sulle basi di una centratura sulla componente animica umana, è possibile anche una equilibrata e armonica estensione della componente mentale in quella macchinica.
E anzi, potremmo azzardare, senza scadere nel panteismo, che una scintilla divina è presente anche nella macchina, la quale beneficia dell’anima immortale dell’uomo al momento della sua stessa creazione e del suo utilizzo consapevole.
E dunque, l'intelligenza artificiale non è incompatibile con il cristianesimo, purché l'integrazione uomo/macchina si fondi non solo sull'interfaccia cervello-computer, ma anche sulla presenza dell'anima immortale.
Note al testo
[1] Marchesini R., Post-human. Verso nuovi modelli di esistenza, Bollati Boringhieri, 2001, pp. 44-64.
[2] McLuhan M., Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, 2015, pp. 68-72.
[3] Teilhard de Chardin P., La visione del passato, Il Saggiatore, 1973, p. 109.
[4] Floridi L., La quarta rivoluzione. Come l'infosfera sta trasformando il mondo, Raffaello Cortina Editore, 2017.
[5] Goetz M., Il pensiero creativo ibrido. La nuova ecologia delle idee nell’era della collaborazione con l’IA, la Bussola, 2026, pp. 49-76.
[6] Meister Eckhart, Il nulla divino, a cura di Marco Vannini, Lorenzo de' Medici Press, 2019.